Costruisci un corpo di cui puoi fidarti
Sviluppi la forza, la mobilità e la stabilità necessarie per sostenere il tuo peso e avvicinarti alle inversioni con maggiore controllo.

Le inversioni allenano il corpo a sostenerti quando i riferimenti cambiano. Costruisci forza, mobilità, coordinazione e controllo. Impari ad avvicinarti alla paura di cadere, a capire cosa manca e a trasformare tentativi casuali in una pratica che sai come sviluppare.
Non importa se parti da zero o se ti blocchi sempre nello stesso punto. Quello che oggi sembra impossibile può essere costruito.

Sviluppi la forza, la mobilità e la stabilità necessarie per sostenere il tuo peso e avvicinarti alle inversioni con maggiore controllo.
Comprendi cosa allenare, in quale ordine e quando è il momento di avanzare o consolidare.
Non aspetti che la paura scompaia. Impari ad avvicinarti gradualmente, restare presente e continuare a provare.
Ogni nuova capacità diventa una prova concreta: un limite non deve essere soltanto accettato. Può essere esplorato, allenato e ridefinito.
Le inversioni non sono un talento che hai o non hai. Sono una capacità che si costruisce attraverso progressioni chiare, feedback utili e pratica deliberata sul tuo limite.
La posizione mostra cosa manca, forza, mobilità, stabilità, coordinazione o controllo del respiro, così sai esattamente cosa allenare dopo.
Costruisci prima le fondamenta. Ogni nuova capacità diventa la base per la fase successiva della tua pratica.
Avvicinati alla paura gradualmente, resta nel tentativo e usa il respiro per mantenere la chiarezza senza forzare oltre i tuoi limiti.

Non una trasformazione improvvisa. Non il risultato di tentativi casuali ripetuti. Progressioni chiare, feedback tecnico e la volontà di continuare a tornare.
Quello che oggi sembra impossibile diventa la prossima capacità che sai come costruire.
INIZIA A COSTRUIRE
La fiducia cresce mentre ti vedi sviluppare forza, imparare nuove abilità e fare ciò che una volta sembrava impossibile.
Smetti di trattare la paura come un segnale automatico per ritirarti. Impara a leggerla, rispondere e continuare a muoverti senza sovrastarti.
Ogni tentativo allena la tua capacità di restare con l'incertezza, adattare la strategia e fare il passo successivo prima di sapere come finirà.
L'inversione è la pratica. Quello che diventa disponibile attraverso di essa può cambiare il modo in cui incontri il resto della tua vita.
Guarda chi ha già attraversato questo percorso.
È qualcosa che puoi costruire imparando come prepararti, come tentare e come continuare.
Il percorso self-paced completo per costruire forza, mobilità, stabilità e tecnica, un passaggio alla volta.
Lavora direttamente con Francesca attraverso un percorso costruito sul tuo corpo, sul tuo livello e sul punto in cui oggi ti senti bloccata. Ricevi una progressione personalizzata, feedback sulla tecnica e il supporto necessario per praticare con più chiarezza e continuità.
“Un'esperienza indimenticabile”
Non sono solita a commentare ma questa volta non ne potevo fare a meno! Ho acquistato questo pacchetto sul mondo delle inversioni a settembre, con poche aspettative perché da anni praticavo senza risultati. Invece con Franpesca ho capito il vero significato della parola propedeutica. Sono riuscita finalmente a trovare un metodo efficace, step by step, che tiene conto della pazienza, degli allineamenti e dell'esecuzione. Il percorso è strutturato in moduli tutti importanti, dal metodo alla respirazione fino ai primi passi con le inversioni. Negli anni non ho mai avuto risultati come quelli che mi ha dato Franpesca: super disponibile anche nei momenti di difficoltà, dai pensieri limitanti alla paura di cadere. Il percorso è lungo, ma datevi una possibilità. Si possono avere grandi risultati anche online. Per me è stata una vera sorpresa. Dire grazie è riduttivo!
“Cambi tu e tutto cambia.”
Il corso della Franci è tanta roba. Ti accompagna con apparente semplicità verso ciò che proprio semplice non è. E non lo è perché richiede esercizio, ripetizione, ridondanza, tempo, tentativi ed errori... ma conduce alla bellezza di raggiungere una consapevolezza diversa del proprio corpo, della propria mente, del proprio respiro. Alla fine quella flessibilità e quella leggerezza che vedevi da fuora, lei arrivi a farle tue e, scendendo nel corpo, riflettono quel tuo cambiamento, quel tuo viaggio. Sto adorando questa me calata a testa in giù, che ogni volta che entra sul tappetino ne esce un po' diversa. Il tempo serve perché non accada tutto subito. Provare per stupirsi di sé e del proprio viaggio.
“Da Spiritual Journey to Inversions in poi”
Ho scoperto Franpescayoga tramite Instagram. Nonostante il mio scetticismo verso questo tipo di approccio, lei mi ha subito colpita. Ho cominciato a praticare seguendo la sua pagina social, fino a quando, per puro caso, ho deciso di partecipare alla sua challenge (e poi corso) 'Spiritual Journey To Inversion'. Da lì è partito l'innamoramento verso di lei, il suo modo di insegnare e verso di me. È incredibile. Nonostante non l'abbia mai conosciuta personalmente, in qualche modo è come se lo fosse. Franpesca, nella sua semplicità, ti arriva al cuore. Il suo entusiasmo e quell'energia ricaricante ti invadono ogni volta che la segui. Non la mollo più. Posso dirle solo grazie per questo nuovo ed entusiasmante capitolo della mia vita.
Tutto quello che di solito si cerca prima di provare a stare a testa in giù, spiegato senza mistero e senza scorciatoie.
Le inversioni yoga sono le posizioni in cui la testa si trova più in basso del bacino: dalle gambe al muro e dal cane a testa in giù fino a Sirsasana, Pincha Mayurasana e la verticale sulle mani.
Il gruppo è più ampio di quello che si immagina: accanto alle tre verticali — sulla testa (Sirsasana), sugli avambracci (Pincha Mayurasana) e sulle mani (handstand) — ci sono il cane a testa in giù, il piegamento in avanti in piedi, il delfino e le gambe al muro.
Sono un gruppo di posizioni, non un livello. Esistono inversioni per il primo giorno di pratica e inversioni che richiedono anni.
Stare a testa in giù cambia il punto di vista prima ancora di cambiare il corpo.
Si praticano per costruire forza di spalle e centro, mobilità, coordinazione e orientamento nello spazio, e per allenare la calma in una situazione scomoda ma prevedibile.
La parte meno evidente è la seconda: ti mettono davanti a qualcosa di scomodo in modo prevedibile. La paura arriva, tu resti, respiri e impari come rispondi quando qualcosa ti sembra troppo. Quella parte non resta sul tappetino.
Si comincia da terra: portare peso su mani e avambracci in plank, cane a testa in giù e appoggi sugli avambracci, prima di andare al muro.
Il motivo è semplice: polsi e spalle devono conoscere il carico prima di doverlo anche bilanciare. Poi si costruisce la forma — linea del corpo, posizione delle costole e del bacino, spinta dalle spalle — e solo dopo si va a testa in giù, prima con il muro e poi lontano dal muro.
Se preferisci una progressione già ordinata invece di mettere insieme video sciolti, il corso inversioni è costruito esattamente per questo.
Servono entrambe. La forza tiene la posizione, la mobilità di spalle e torace permette di portare le braccia sopra la testa senza inarcare la schiena.
Le proporzioni cambiano da corpo a corpo. Molte persone hanno abbastanza forza e non riescono comunque a portare le braccia sopra la testa senza inarcare la zona lombare: lì il lavoro è di mobilità di spalle e torace.
Altre hanno una mobilità ampia e nessuna struttura che la sostenga: lì il lavoro è di forza e di controllo. Capire in quale gruppo sei è già metà della progressione.
Imparando l'uscita prima dell'entrata: girarsi di lato, appoggiare un piede, usare il muro come via d'uscita. Sapere come uscire e come usare un supporto può rendere la paura più gestibile — non deve sparire prima di poter praticare.
Finché uscire dalla posizione è un'incognita, il corpo non si fida e trattiene la spinta: la paura non è irrazionale, è mancanza di informazioni.
Si impara a girarsi di lato, ad appoggiare un piede, a usare il muro come uscita e non solo come appoggio. Con riferimenti chiari la paura può diventare meno dominante, e la fiducia si costruisce progressivamente. Per Francesca la paura non va combattuta: va ascoltata e lavorata poco alla volta.
L'altra metà è il respiro: trattenerlo è la reazione automatica, respirare mentre sei sottosopra è ciò che si allena — ed è anche uno dei segnali con cui Francesca capisce se una persona è pronta per la tappa successiva.
La fiducia non arriva prima della pratica. Arriva dalle prove che ti dai.
Le tre principali sono Sirsasana (verticale sulla testa), Pincha Mayurasana (verticale sugli avambracci) e l'handstand (verticale sulle mani).
Sirsasana, la verticale sulla testa, dove il peso resta soprattutto sugli avambracci. Pincha Mayurasana, la verticale sugli avambracci, che chiede mobilità di spalle e molta stabilità. Handstand, la verticale sulle mani, la più tecnica delle tre per equilibrio e allineamento.
Accanto a queste ci sono le inversioni di appoggio e le preparazioni, che sono la parte più grande del lavoro reale anche per chi pratica da anni.
Dipende dal corpo che hai adesso: chi cerca stabilità prima dell'equilibrio parte in genere da Sirsasana, chi ha spalle mobili e centro forte va verso Pincha Mayurasana, chi arriva da altre discipline a volte comincia dalla verticale sulle mani al muro.
Non esiste una progressione uguale per tutti. Esiste una prima domanda: le braccia arrivano sopra la testa senza che la schiena si inarchi? Se sì, il lavoro è di forza; se no, di mobilità.
Se stai cominciando adesso, la guida dedicata alle inversioni per principianti spiega il primo mese di pratica nel dettaglio.
Conta quanto la forza: senza mobilità di spalle e torace le braccia non possono allinearsi al busto, e il corpo compensa inarcando la zona lombare. I polsi contano in tutte le posizioni con appoggio sulle mani.
La mobilità che serve nelle inversioni è attiva: un'ampiezza che controlli con la muscolatura, non un'ampiezza che raggiungi solo con un aiuto esterno.
Anche la parte alta della schiena ha un ruolo: se non si estende, le braccia non salgono e il peso finisce dietro l'asse.
In Sirsasana la testa tocca il suolo e gli avambracci sostengono la maggior parte del peso; in Pincha Mayurasana la testa resta sollevata e tutto il peso sta su avambracci e spalle.
Sirsasana ha una base più ampia e un punto di appoggio in più, quindi di solito arriva prima. Pincha Mayurasana toglie quell'appoggio: chiede spalle che si aprono sopra la testa, avambracci che spingono a terra e un centro che tiene le costole chiuse.
Nella pratica che vedo più spesso, chi salta il lavoro di mobilità delle spalle resta bloccato proprio qui: la forza c'è, ma il bacino non riesce ad andare sopra i gomiti.
Dipende dal punto di partenza e dalla costanza: con una progressione chiara e poche pratiche a settimana si ragiona in mesi, non in giorni.
Dipende da dove parti, da quante volte pratichi e da quanto la pratica è mirata. Chi pratica poche volte a settimana con una progressione chiara di solito vede cambiamenti prima di chi pratica molto ma senza direzione.
Nessuno può darti una data. Quello che si può fare è togliere il caso: sapere cosa stai allenando oggi e perché.
Scalda polsi e spalle, pratica su una superficie stabile con spazio libero intorno, costruisci l'uscita insieme all'entrata e aumenta una cosa alla volta.
Scalda polsi e spalle prima di caricarli. Pratica su una superficie stabile, con spazio libero intorno e dietro di te. Costruisci l'uscita insieme all'entrata.
Aumenta una cosa alla volta: o il tempo, o la difficoltà, mai entrambe nello stesso giorno. E fermati quando la forma si rompe, non quando finisce la forza.
Alcune condizioni richiedono cautela o rendono le inversioni non indicate: problemi cervicali o alla schiena, pressione alta non controllata, glaucoma o altre condizioni oculari, disturbi dell'orecchio interno e dell'equilibrio, gravidanza, o un infortunio recente a polsi, gomiti o spalle.
In questi casi parlane prima con il professionista sanitario che ti segue. Questa pagina descrive una pratica di movimento: non è un consiglio medico e non sostituisce una valutazione personale.
Il corso inversioni raccoglie tutto questo in un percorso ordinato: preparazione, forza, tecnica e lavoro sulla paura, passo dopo passo.
Accesso a vita.